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Libri e drammaturgie

Mamana Armida

Mamana Arminda, romanzo antropologico mozambicano, Massari editore (Erre Emme), 1995

La metamorfosi culturale dell'etnologa bianca che riscopre le radici africane della propria infanzia. il fatto antropologico elevato a tessuto narrativo, mentre gli individui umani accettano di vivere in funzione della più antica forma di sapere virtuale: quella sciamanica per l'appunto. Un racconto spontaneo, a tratti naif, che produce momenti di umile commozione, all'interno di un' opera semplice e complessa allo stesso tempo, sconcertante nel suo anticonformismo primitivo.

Similaun

Similaun, romanzo archeologico con colonna sonora di Carlo La Manna. Postfazione di Annaluisa Pedrotti, Massari editore,1996

Il romanzo dell'uomo di Similaun, rivissuto con mente da archeologa e spirito narrativo. Ma anche un romanzo multimediale: lo accompagna come colonna sonora un CD di musiche composte da Carlo La Manna. L'esperimento che si propone al lettore è di accompagnare l'ascolto di queste musiche alla lettura delle vicende che l'uomo di Similaun potrebbe aver vissuto, prima di morire in cima a un ghiacciaio della Val Senales, cinquemila anni fa...

Versione tedesca del 1998: Ötzi, der mann vom hauslabjoch, traduzione di Dietrich Matzneller

Non parlare di me

Non parlare di me, monologo per una donna. Progetto del Centro teatrale Ziggurat. Titivillus 2007

Eva è una donna dei nostri giorni, alle prese con gli impegni quotidiani e i modelli in cui non riesce più a riconoscersi. Annebbiata dall’uso di psicofarmaci, in uno stato quasi delirante, racconta un incubo che ossessiona le sue notti: l’uccisione dei propri figli. Da qui l’inizio di un cammino catartico, in un turbinio di emozioni contrastanti. Un’immersione iniziatica dentro se stessa, a incontrare i mostri che tanto temiamo. Ombre, che anelano alla luce, per sciogliere finalmente le tante paure che ci attanagliano e lasciare fluire liberamente la nostra essenza.

Drammaturgie

Dal 1999 al 2008 ho curato per il Centro Teatrale Ziggurat di Trento diverse drammaturgie: The end, (2001) contro la pena di morte in collaborazione con Amnesty International; Delirio (2002), sul tema della clonazione; 2002-2003 drammaturgia per laboratori teatrali e letture itineranti del Festival letterario "Il gioco degli specchi"; I tempi dell'Amore (2003) progetto per adolescenti promosso dalle istituzioni provinciali e il monologo Non parlare di me (2006, edito da Titivillus nel 2007)

 

Chi di noi due?

ed. Aboslutely Free, www.okbook.it

C'era un ragazzo chiamato Michele, come l'arcangelo, nato senza il mignolo del piede e soprannominato per questo l'Incompleto. 
Era cresciuto con suo nonno a Villa Paradiso e da grande voleva fare il poeta viaggiatore.

C'era poi Iris la matta, quella che parlava con gli angeli e che Michele, da bravo eroe, voleva liberare e portare con sé. 
Iris viveva a Villa Paradiso.

Rosetta la sarta, mamma di Michele, aveva una certa abitudine: cuciva, cuciva, ma non levava mai il filo dell'imbastitura, un po' come se lasciasse le cose a metà. Rosetta era sposata con Giovanni, un uomo grezzo come il sale che scavava. 
Giovanni voleva che Michele facesse il giudice. Non avrebbe mai capito suo figlio.

Il nonno di Michele non si arrabbiava mai e aveva tanta pazienza, quella pazienza che nasce in chi ha a che fare con la natura, perché sa che per ogni cosa ci vuole il suo tempo. Non si può dare fretta a un fiore.

Villa Paradiso accoglieva anche il nonno. Strano nome per un manicomio.